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Giordana: ecco il mio nuovo film

Di notte, in pieno Mediterraneo, un ragazzino cade in mare dalla barca a vela di un amico del padre, in rotta per l' Italia al ritorno da una crociera nelle isole greche. Nessuno se ne accorge. Poi, quando viene notata la sua assenza, la barca torna indietro ma di lui non c'è traccia e viene dato per morto. Invece è stato salvato dall'equipaggio di una carretta del mare carica di clandestini. Inizia così Quando sei nato non puoi più nasconderti, il nuovo film di Marco Tullio Giordana (foto), in concorso al prossimo Festival di Cannes e in uscita il 13 maggio nelle sale italiane. Il protagonista del film (il giovanissimo bresciano Matteo Gadola ) incontra un mondo a lui sconosciuto che, spiega il regista, «guarda con gli occhi di uno al quale è stata salvata la vita e con totale innocenza morale, senza pregiudizi razziali». Dopo lo sbarco in Italia i destini del bambino e dei clandestini si separeranno: il primo verrà riaccolto a braccia aperte dai genitori, una famiglia di piccoli industriali bresciani tutt'altro che razzisti, gli immigrati invece finiranno in un centro di accoglienza dal quale verranno rispediti in patria. «E questo - spiega ancora Giordana - il bambino non può accettarlo: è più forte l'impulso a essere generoso, a restituire il bene che ha ricevuto. Ecco, tutto il film parla di questo conflitto: che è poi l' eterno conflitto di Antigone con la legge della polis. Della legge morale con quella della politica».
Ispirato all'omonimo libro-inchiesta di Maria Pace Ottieri, il film racconta ciò che succede dopo gli sbarchi dei clandestini: «A bordo dei barconi - spiega ancora Giordana - ci sono persone con caratteri molto diversi. Ognuno è portatore di un mondo, mentre noi non sappiamo mai chi c'è dietro quelle facce che ci sembrano tutte uguali. Il bambino impara a conoscerli, li segue nel campo profughi, e di alcuni diventa addirittura amico. Ci sono anche due adolescenti che lui vorrebbe portarsi a Brescia; anche i genitori vorrebbero, ma la legge inibisce la possibilità di avere dei rapporti con loro. Il punto di vista è quello di un ragazzino che non sa nemmeno chi siano Bossi o Fini. Dice soltanto: ‘un mio amico mi ha salvato la vita, perché lo cacciate via a calci? Io lo voglio aiutare come lui ha aiutato me'. La verità è che all' interno delle stesse istituzioni c'è un conflitto molto forte: ci sono uomini che si trovano a rifiutare o ad accogliere altri uomini di cui sentono tutto il dolore, l' infelicità. Prima di fare il film ho parlato con molti operatori e il desiderio di tutti sarebbe di risolvere il problema nella maniera più pacifica e più umana. Non sarebbe giusto dire che il film è contro le istituzioni, non è così». Girato nel Mediterraneo, a Brescia e in Puglia, nell' ex centro di accoglienza «La Badessa», il film è stato scritto dallo stesso Giordana con Stefano Rulli e Sandro Petraglia (gli sceneneggiatori de La meglio gioventù e interpretato da Alessio Boni e Michela Cescon, nei panni dei genitori del protagonista. (21 aprile 2005)

(00:00 - 21 apr 2005)






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13:30 - 14 marzo 2010