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Catwoman

titolo originale: id.
voto: 3
origine e data: Usa 2004
colore e durata: col. 97 min
regia: Pitof
attori: Halle Berry, Benjamin Bratt, Sharon Stone, Lambert Wilson, Frances Conroy, Alex Borstein, Michael Massee, Byron Mann, Kim Smith, Christopher Heyerdahl, Peter Wingfield, Berend McKenzie, Chase Nelson-Murray, Manny Petruzzelli, Harley Reiner, Ona Grauer, Landy Cannon, Judith Maxie, Michael Daingerfield, Benita Ha, James Lloyd Reynolds, Jill Krop, Dagmar Midcap, Ryan Robbins, John Cassini., Patricia Mayen-Salazar, Diego Del Mar, Connor Crash Dunn, Michael P. Northey
sceneggiatura: John D. Brancato, Michael Ferris, John Rogers
fotografia: Thierry Arbogast
montaggio: Sylvie Landra
musica: Klaus Badelt
scenografia: Bill Brzeski
costumi: Angus Strathie

Trama

La dolce Patience Philips (Halle Berry) è impiegata nel reparto grafico di un'importante casa produttrice di cosmetici che sta per lanciare sul mercato una nuova crema di bellezza che promette l'eterna giovinezza. La giovane scopre per caso che in realtà il cosmetico deturpa orrendamente il viso delle donne e per questo viene fatta fuori senza tanti complimenti da due scherani al soldo del presidente della multinazionale, l'odioso George Hedare (Lambert Wilson), e della sua compagna Laurel (Sharon Stone). Quest'ultima, passata la boa dei quarant'anni, si vede costretta - con malcelata invidia - a passare lo scettro di testimonial della casa di cosmetici a una più giovane modella, che fatalmente si appresta a sostituirla anche nelle grazie del potente businessman. La povera Patience passa a miglior vita. Un misterioso felino, messaggero celeste delle antiche divinità egizie, le infonde però magici poteri che la riportano in vita, donandole i sensi e la prodigiosa destrezza dei gatti. Forte dei suoi nuovi poteri ma combattuta nel ricordo della sua precedente identità, la ragazza si mette sulle tracce dei suoi assassini. Finisce però per entrare in competizione con il fascinoso detective che le fa la corte, Tom Lone (Benjamin Bratt), incaricato di indagare su alcuni strani casi che hanno al centro proprio la fantomatica donna-gatto. Prima dello scontato lieto fine, la sinuosa eroina dovrà incrociare gli artigli con la perfida Laurel, che l'utilizzo della crema di bellezza ha reso (quasi) invincibile.
Miaooo. Che fusa fa la miciosa Halle Berry (leggi il suo profilo e guarda la gallery). Più di dodici milioni di dollari valevano ben la pena di qualche lungo pomeriggio trascorso a osservare il felino di casa nelle sue scorribande tra la credenza e l'acquario dei pesciolini. La gioia per gli occhi - per altro molto contenuta da inquadrature castigate per non dire caste - è completata dalla sulfurea prestazione di Mrs Stone, specialista nel ruolo della bella ma «fetente» (nel senso partenopeo del termine).
L'ennesima riscoperta dell'ennesimo supereroe dei fumetti si esaurisce qui. Il personaggio della donna-gatto, partorito negli anni Quaranta dalle matite dei creatori di Batman e da allora protagonista di numerose apparizioni, tra le più recenti quella di Michelle Pfeiffer nel 1993 nel Ritorno di Batman di Tim Burton, meritava qualcosa di più. Il regista Pitof (al secolo Jean-Christophe Comar), francese, un solo film all'attivo come regista, il bruttino Vidoq, ma solidissimi trascorsi di mago degli effetti speciali (Giovanna d'Arco di Besson e Asterix e Obelix contro Cesare) confeziona un film per famiglie che regala rassicuranti sbadigli ed effetti che ci sono parsi, tutto sommato, non così speciali. L'interesse per questo Catwoman si esaurisce nel dualismo Berry/Stone, frenato però dal bersaglio (grosso) al quale il film punta. Peccato, sarebbe stato gradevole - lo diciamo beninteso senza alcun intento sciovinistico - sondare più profondamente la carica erotica della trentottenne attrice afroamericana, del resto già ampiamente messa in mostra nel film che le valse l'Oscar nel 2002, Monster's Ball, e nel ruolo di Bond Girl al fianco di Pierce Brosnan in Die Another Day. Ancora più intrigante sarebbe stata la sfida, al cospetto di quella Sharon Stone che si conquistò la palma dell'erotismo con Basic Instinct e che ora, suonato il quarantaseiesimo campanellino, risolti i problemi di salute, affidato lo spirito a Buddha e con un figlio adorato al seguito, si appresta a produrre il seguito del sexy thriller. Sarebbe stato, avrebbe potuto essere...Vabbè, vado giù a portare il cane.
(enzo fragassi)

(16:03 - 24 ago 2004)

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08:26 - 30 luglio 2010