"Giudicateci per quel che abbiamo fatto: un film commerciale", chiede l'esordiente regista Volfango De Biasi spalleggiato dai protagonisti della sua opera prima, la coppia Capotondi-Vaporidis. Ma anche misurato col metro del botteghino, Come tu mi vuoi è una delusione.
Ispirato al canovaccio di pellicole come Mai stata baciata(a loro volta variazioni sul tema della storia di Cenerentola), il film di De Biasi ha davvero troppi difetti per poter essere giudicato un buon lavoro commerciale. Luoghi comuni già visti mille volte (la famiglia borghese, il professore barone, le ragazze facili...), battute scontate e, soprattutto, personaggi tagliati con l'accetta. Possibile che quando Giada si trasforma in una strafiga non mantenga nemmeno un po' dell'insicurezza di prima? Possibile che un riccone come Riccardo decida di portarsela a letto solo per non pagarle i 50 euro delle ripetizioni? Possibile, se si decide di raccontare per luoghi comuni. Peccato, perché il cinema italiano avrebbe un gran bisogno di film commerciali e intelligenti. Peccato perché i due protagonisti sono potenziali divi in grado di attirare in sala spettatori di ogni età. In questo caso però è meglio che gli spettatori, anche i più giovani (a cui il regista dichiara di essersi rivolto), impieghino diversamente il loro tempo e il loro denaro.
di Maurizio Zoja
(18:08 - 07 nov 2007)
Genere: Commedia
Voto:
Titolo: Come tu mi vuoi
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