Tratto dall'omonimo romanzo di Collette, Chèri racconta la travagliata storia d'amore tra Lea de Lonval, cortigiana ormai in là con gli anni (Michelle Pfeiffer) e un giovane libertino (Rupert Friend), chiamato con l'affettuoso nomignolo che dà titolo al film, nella cornice della Parigi di inizio secolo.
Malgrado il film cominci come una gradevole commedia licenziosa, le relazioni pericolose (per citare un altro successo del regista Stephen Frears) che si sviluppano tra i protagonisti meriterebbero un approfondimento maggiore. Le scene difatti si susseguono freneticamente senza soffermarsi a sondare i sentimenti dei due amanti, sui quali dovrebbe reggersi l'intero racconto, lasciando lo spettatore, tra una battuta sagace e un'altra, disorientato dai continui e repentini cambiamenti di situazione.
La storia viene sorretta dalla presenza di Michelle Pfeiffer che, bravissima oltre che incredibilmente bella, riesce ad esprimere con ironia e amarezza il declino del suo personaggio. Risultano invece eccessivamente calcate e tendenti al ridicolo le figure delle altre prostitute, tra cui spicca Kathy Bates, nel ruolo della madre di Chèri Madame Peloux, brava caratterista che però in quest'occasione sembra spingere il suo personaggio all'eccesso.
Michelle è fiancheggiata da Rupert Friend che, malgrado il suo aspetto di bello e dannato, passa di stato d'animo in stato d'animo con la stessa imperturbabile espressione, tanto che la tenera definizione con cui Lea de Lonval definisce i suoi occhi, "a forma di sogliola", sembra essere un beffardo richiamo al suo viso da pesce lesso.
Insomma, di certo non ci si trova davanti ad uno dei precedenti pezzi da novanta di Frears (come Alta Fedeltà o The Queen), ma è indubbiamente un film nel complesso piacevole, anche grazie alle sontuose scenografie, alle musiche di Alexandre Desplat (Lussuria, La ragazza con l'orecchino di perla) e alla deliziosa presenza di Felicity Jones, che interpreta la giovane moglie vituperata di Chèri. I 110 minuti passano velocemente e, anche se non si tratta di un nuovo capolavoro, di certo può far passare una bella serata e, verso la fine, commuovere lo spettatore.
di Matilde Quarti
(11:42 - 04 ago 2009)
Genere: Sentimentale
Voto:
Titolo: Chéri
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